Il sito Fumetti di Carta con la grafica rivoluzionata è molto, molto bello:
http://www.fumettidicarta.it/
Ci sono nuovi articoli tipo Bizarro Comics, Speciale Arcadia, Lilith e diversi altri.
Mi spiace di non essere presente nella nuova home page.
martedì 12 maggio 2009
La nuova grafica di Fumetti di Carta
Bacarozzi neri fritti alla fermata del treno (squisiti)
Interrogata su Blatta di Alberto Ponticelli, la frizzante Paris Hilton risponderebbe "Non la mangio". Io purtroppo non sono Paris Hilton: niente eredità, niente filmino in rete e niente blatte al ketchup nella mia dieta. La mia risposta, più banalmente, è:
"Blatta è per metà claustrofobia e per metà agorafobia. E non perché lo suggerisce Ponticelli con qualche didascalia: leggendo il fumetto sembra di sentire il respiro affannato del palombaro. Anzi, sembra di essere nello scafandro al suo posto."
Oppure, con più spazio a disposizione: Blatta di Alberto Ponticelli.
Ho scritto la risposta breve per la Top Ten Lo Spazio Bianco 2008. La Top Ten ha attirato l'attenzione dell'autore Alberto Ponticelli e dei commentatori del suo sito secondo i quali volevo "farmi figo tirando in ballo percezioni non richieste come quelle climatiche, olfattive o altro".
Mi sembrava carino dare delle spiegazioni, visto che la mia descrizione di Blatta è un po' sopra le righe e restituisce poco dell'opera. Un po' di perplessità era comprensibile.
Così ho spiegato:
Quando ho scritto la motivazione avevo ben presente che l’immedesimazione del lettore nel palombaro non è il fine di Blatta ma più semplicemente lo strumento che serve ad annullare la distanza fra realtà del lettore e fantascienza del palombaro. E’ un modo molto crudo per dire al lettore che dietro a una scenografia fatta di cubicoli senza luce e antri bui si nasconde il suo mondo concreto del 2009.
Da un lato ho preso un elemento - l’immedesimazione - che sta alla periferia dell’opera e dall’altro lato ho cercato di combinarlo con una recensione criptica e ad effetto.
Praticamente le informazioni che ho dato su Blatta sono così scarse (c’è un palombaro e il fumetto è fatto in modo che il lettore si immedesimi in lui) che il lettore non riesce a farsi un’idea del fumetto. Ma non ci riesce nel bene e nel male: nel male perché gli manca un quadro chiaro di cosa sia questo fumetto e nel bene perché capisce che al di là del tema dell’immedesimazione c’è altro.
Quel che rimane è la suggestione di un palombaro con il respiro affannato nel quale il lettore sarebbe portato a immedesimarsi.
Anch’io rileggendo la motivazione (prima di spedirla allo Spazio Bianco) ho pensato che di Blatta c’era poco, però mi sembrava efficace. Se invece fa cagare decidetelo voi.
Ora siete in possesso degli strumenti ermeneutici adeguati per sollazzarvi in compagnia di Marta Cerizzi.
Inoltre:
Blatta: galleria di tavole e schizzi.
Foto da Noantri.
domenica 10 maggio 2009
I processi di Shazam
Nel forum di Comicus l'utente di Myskin parla di una delle peggiori traduzioni mai pubblicate da Planeta DeAgostini:
"Ha ragione chi dice che Le Prove di Shazam è grammaticalmente corretto. Ma questo non basta. Per fare una buona traduzione bisogna anche "pesare" quale valore ha il titolo originale, e cercare di capire, fra i mille valori di significato che ha il titolo in originale, quale sia quello che ha il peso maggiore.
Faccio un esempio, purtroppo solo teorico perchè francamente non mi vengono in mente esempi specifici. Talvolta capita che alcuni titoli di storie di supereroi siano una parafrasi, o una parodia, di titoli di famosi film o di programmi televisivi. Spesso questi programmi televisivi o film sono noti anche in italiano, però con titoli tradotti che, per quanto altrettanto noti nella nostra lingua come lo sono in inglese, differiscono radicalmente dall'originale. A questo punto il traduttore deve fare una scelta: traduce letteralmente il titolo (perdendo cioè quel riferimento al programma, che diventa comprensibile solo per chi conosce il titolo inglese), o parafrasa inserendo in qualche modo lo scherzo all'interno del titolo italiano del medesimo programma. Bene, se non ci sono altre sfumature di significato e quindi il riferimento al programma è l'unica cosa davvero importante del titolo, la scelta quasi obbligata secondo me è la seconda, l'unico modo di conservare lo scherzo." Continua nel forum di Comicus
Q Press alla Fiera Internazionale del Libro di Torino
Comunicato stampa
La casa editrice Q Press alla
Fiera Internazionale del Libro di Torino
con Due cuori e una capannaDa giovedì 14 a lunedì 18 maggio 2009 saremo presenti con un nostro stand alla Fiera Internazionale del Libro di Torino.
Sarà disponibile la novità Due cuori e una capanna, il primo volume italiano della collana PAMphlet. Sabato 16 alle ore 12 nella sala Comics Park incontro con gli autori Paolo Bacilieri, Giorgio Bellasio, Matteo Fenoglio, Mauro Ferrero e Giuseppe Peruzzo, e presentazione delle altre recenti uscite Q Press: Blotch di Blutch, il trionfatore dell'ultimo festival di Angoulême, e il premiatissimo reportage La brutta gente di Étienne Davodeau.
Vi aspettiamo allo stand Q Press, nel padiglione 2 (Comics Park): giovedì, domenica, lunedì dalle 10 alle 22, venerdì e sabato dalle 10 alle 23. Lingotto Fiere, via Nizza 294.
Durante la fiera i disegnatori aspiranti collaboratori potranno mostrare esempi della loro attività all'editore.
Alcune tavole di Due cuori e una capanna:
http://www.qpress.info/12.htm
L'inferno di un altro pianeta
Comunicato stampa
Ciao!
il nono episodio di Viola e il Diavolo, "l'inferno di un altro pianeta", è online!
Viola è uscita dall'Inferno, ma riuscirà anche ad uscire dalla riabilitazione post-operatoria?
Scoprilo come sempre su www.violaeildiavolo.blogspot.com
cos'è Viola e il Diavolo?
"Viola e il Diavolo" è un fumetto che puoi leggere online ogni 9 del mese. Racconta le avventure di Viola, chitarrista punk che ha evocato involontariamente il Diavolo suonando un pezzo dei Rolling Stones.
venerdì 8 maggio 2009
Lucca come il Billionaire?

Dopo Napoli Comicon gli autori di fumetti si sono sollevati in massa contro la presenza dei cosplayer nelle fiere, forti del Premio Micheluzzi vinto dal fondamentale Caro Paz, oggi il mondo dei fumetti fa schifo perché ci sono i cosplayer.
I fumettisti vorrebbero delle fiere - pardon, dei festival - chic all'altezza della loro caratura di artisti. Chiedono dei convegni seri dove poter dire (la citazione è autentica): "Il fumetto molto spesso è artigianato ma in alcuni rari casi si crea un'alchimia tale fra scrittore e sceneggiatore che viene prodotta vera arte, e modestamente i fumetti che ho disegnato all'apice della mia carriera sono arte".
Va da sé che centotrentacinque Joker e un'armata imperiale comandata da Darth Vader non contribuiscono a creare il giusto clima per rendere credibili i gorgheggi degli ego smisurati dei nostri artisti preferiti, come non aiuta la presenza di fanciulle formose vestite da Lamù che distraggono la platea a ogni pié sospinto.
L'unico modo per arginare l'invasione dei cosplayer è il metodo Billionaire: un buttafuori all'ingresso seleziona gli avventori in base all'abito e decide chi può entrare e chi deve ritornare a casa.
Abbigliamento migliore per essere sicuri di entrare in fiera: da studente bocconiano di sinistra figlio di papà (possibilmente con carta oro per fare pingui acquisti) o da portaborse di Franceschini.
Disegni di LRNZ dei Super Amici per il festival Dissonanze


LRNZ dei Super Amici ha realizzato una serie di illustrazioni per il Festival Dissonanze 2009.
Le trovate in rete su Flickr.
Inoltre:
Il sito del festival Dissonanze.
Il blog dei Super Amici.
Il blog di LRNZ.

