Ricerca personalizzata
Visualizzazione post con etichetta problemi legali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta problemi legali. Mostra tutti i post

lunedì 17 maggio 2010

Il telefilm Heroes accusato di plagio


E' un pessimo periodo per i produttori del telefilm Heroes. Assieme alla decisione della rete NBC di chiudere la serie arriva un'accusa di plagio con relativa causa legale e richiesta di risarcimento danni.
Jazan Wild, nome d'arte di Jason Barnes, sostiene che gli autori di Heroes hanno copiato alcuni personaggi dal suo fumetto intitolato Jazan Wild's Carnival Of Souls. Sia nel telefilm che nel fumetto compare un circo diretto da un personaggio oscuro che recluta anime perdute ed emarginati dotati di superpoteri. Il fumettista afferma che personaggi e dialoghi sono simili e qualche scena di Heroes sembra addirittura che sia stata realizzata utilizzando il fumetto come storyboard.
Wild chiede alla NBC 60 milioni di dollari.
Da Robot 6

venerdì 14 maggio 2010

Storie d'arte e di misfatti: la copertina di Sergio Toppi



Storie d'arte e di misfatti: la copertina di Sergio Toppi.

Il volume contiene sei fumetti sceneggiati da Silvano Mezzavilla e disegnati da Giancarlo Alessandrini, Sara Colaone, Marco Corona, Giuseppe Palumbo, Maurizio Ribichini e Fabio Visintin.

Clicca qua per saperne di più.

martedì 11 maggio 2010

Su Scuola di Fumetto plagio ai danni di Carmine Di Giandomenico



Carmine Di Giandomenico ha notato che in una storia di Andrea Giardini pubblicata su Scuola di Fumetto n. 74 ci sono molte copiature da Devil: Battlin' Jack Murdock.
Nel blog Oudeis il disegnatore commenta la vicenda e indica quali tavole sono state copiate.

Galleria di tavole del fumetto di Di Giandomenico.

Giardini ha pubblicato una lettera aperta nella quale spedisce le accuse al mittente.

Non è dello stesso avviso Laura Scarpa, che in un commento scritto nel blog di Giardini si assume la sua parte di responsabilità in quanto direttrice di Scuola di Fumetto:
"Io credo che in questo "fattaccio" tu ci perda, e anche noi, che abbiamo sbagliato guardando in modo affrettato (in questo caso io, lo ammetto) e non riconoscendo la copia "furto". Carmine può farlo notare, ma non offendersi: è stato trattato da maestro... anche se in un modo non auspicabile.
Sapzio sul prossimo numero ad entrambi.
Ma molta più accortezza da parte nostra.
Mai più copie ragazzi, sono sempre peggio dell'originale e di quello che fareste da soli!
"

Si parla della vicenda anche su Asso Merrill.

venerdì 30 aprile 2010

Tintin razzista: appello al re del Belgio


"E’ ormai un tormentone da anni, la crociata del signor Bienvenu Mbutu Mondondo contro l’albo Tintin in Congo. Di fronte alla “lentezza dei tribunali del Belgio”, ha ora scritto direttamente al Re Alberto II, chiedendo il suo intervento.
(...) La sentenza potrebbe arrivare il 5 maggio" [tutto l'articolo su AFNews]

Tintin contro la mafia!

Palle Huld, l'avventuriero adolescente che ispirò Tintin di Hergé.
Su It.arti.fumetti è stato scritto un commento interessante sulla vicenda:
"Il problema a mio avviso è semplicemente quello di dare una valenza a qualcosa che tale valenza non ha. Vero che le parti indicate come "incriminate" non sono redatte in un linguaggio che oggi chiameremmo "politicamente corretto", ma intanto va pensato che sono state scritte nel 1930, e poi che chi legge oggi quel fumetto (e non solo i bambini, anzi... probabilmente sono per la stragrande maggioranza persone adulte) ha un tale livello di imput diversi attraverso la televisione, i quotidiani, i libri e chi più ne ha più ne metta che riesce a dare il giusto peso alle frasi di quel fumetto, non si basa solo su quella lettura per stabilire se una popolazione sia o meno culturalmente e socialmente arretrata o avanzata.
Sarebbe come se dopo aver visto un film in cui i russi cercano di far scoppiare una atomica uno decidesse che il popolo russo è formato da una accozzaglia di pazzoidi, o dopo aver letto Iron Man e conosciuto il Mandarino decidesse che i cinesi sono tutti cattivi, e così via... onestamente non riesco a pensare a qualcuno che abbia un livello intellettivo così basso da decidere di comprare Tintin, leggere quelle vignette e in base a quelle decidere che la popolazione nera africana sia formata da una massa di sottosviluppati.
Anche se riflettendo sul soggetto che è stato capace di pensare ad una denuncia simile il dubbio onestamente credo possa venire..."

Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno: la sigla iniziale rifatta da James Curran.

Charles Burns omaggia Tintin di Hergé.

E se Lovecraft avesse scritto Tintin?

Toronto Draws Tintin.
Nel 1987 Alan Moore aveva scritto un articolo sul tema della censura (non legato a Tintin):
"Lascio che (le mie figlie, ndt) leggano tutto quello che a loro interessa leggere. Se l’argomento è proprio al di là della loro comprensione, si annoiano e smettono. Nell’eventualità che si imbattano in qualcosa che le sconcerta o le turba (e tra parentesi, è più facile che succeda con un quotidiano che con un albo a fumetti) allora faccio del mio meglio per spiegare l’origine del loro disagio o del loro stupore, con tutta l’onestà e la chiarezza di cui sono capace.
(…) La questione della responsabilità individuale è cruciale in questa situazione. Se un genitore non vuole che suo figlio non legga una certa pubblicazione o veda un certo film, allora dovrebbe semplicemente proibirlo, e affrontare le conseguenze che un veto provocherebbe. È un atto di codardia da parte del genitore aspettarsi che autori o editori stabiliscano le sue regole in fatto di morale." [dal blog di Caravan; l'originale è stato pubblicato su Comics Buyer Guide]

venerdì 23 aprile 2010

Dubbi sulla paternità di Heidi: la Ragazza delle Alpi potrebbe essere tedesca


"(...) Un trentenne dottorando dell’Università di Zurigo, Peter Buettner, avrebbe infatti rinvenuto e riferito al Japan Kyodo News le prove tangibili che l’amatissima opera della Spyri, da lei scritta nel 1880, sarebbe in realtà ispirata a un romanzo tedesco assai meno famoso, pubblicato da Hermann Adam von Kamp ben cinquant’anni prima, nel 1830. Secondo Buettner, le somiglianze del romanzo della Spyri con quello di von Kamp, intitolato “Adelheid, la ragazza delle Alpi”, sarebbero troppo marcate per poterle definire come semplici coincidenze." [continua su Animeclick]

venerdì 2 aprile 2010

Fumetti digitali: braccio di ferro fra autori ed editori in Francia

Undici editori francesi e belgi che detengono più della metà del florido mercato francofono, fra i quali Dargaud, Dupuis, Lombard e Casterman, si sono accordati per vendere la versione digitale dei loro fumetti nel sito Izneo. Soleil invece vende i suoi titoli attraverso Digibidi.
Su Izneo vengono venduti a 1,99 euro fumetti che nell'edizione stampata su carta costano più di 10 euro.

L'operazione è stata fatta senza dire nulla agli autori. Questo significa che le case editrici hanno applicato alla vendita dei fumetti in formato digitale le stesse tariffe che erano previste per la vendita dell'edizione cartacea, riservando agli autori una quota degli incassi che oscilla fra l'8 e il 12%.
Dov'è il problema? Il mercato digitale ha meno costi del mercato tradizionale: non ci sono fumetterie e librerie alle quali destinare una quota del prezzo di copertina, non ci sono le spese di trasporto e di gestione del magazzino, non bisogna pagare il tipografo. Mancando molti soggetti della filiera tradizionale l'incasso è suddiviso unicamente tra autore, editore e sito che fa da intermediatore nella vendita del fumetto.
Per questo motivo gli autori si aspettano una percentuale più alta. L'incasso più magro (1,99 euro a volume contro 10/15 euro) è compensato in parte dal fatto che meno soggetti partecipano alla lavorazione del prodotto.
Negli Stati Uniti gli autori di fumetti digitali ricevono circa il 25% dell'incasso.

In occasione del Salone del Libro di Parigi è stata lanciata una petizione alla quale hanno aderito 760 autori fra cui Philippe Francq (Largo Winch), Francois Schuiten (Le città oscure), Stephen Desberg (Lo Scorpione) e Joann Sfar (Il gatto del rabbino).
Inoltre gli autori vogliono avere voce in capitolo nel caso in cui il passaggio dalla carta al digitale richieda modifiche a vignette, impaginazione della tavola e senso di lettura.

Nel sito Jesigne c'è il testo della petizione compilato da David Chauvel, Cyril Pedrosa, Christian Lerolle, Fabien Velhmann, Virginie Augustin, Michael Le galli, Jean-Philippe Peyraud, Kris, Sylvain Ricard, Hubert, Julien Blondel, Virginie Greiner, Olivier Jouvray, Efix e Sébastien Cosset-Kerascoët.
Da Bleeding Cool

giovedì 25 marzo 2010

Traduttori contro Magic Press: intervista a Pasquale Ruggiero


Il sito Fumetto d'Autore ha pubblicato un editoriale intitolato Caso traduttori contro Magic Press: tutta la mia verità nel quale Alessandro Bottero parla della sua esperienza personale con la casa editrice romana e esprime le sue opinioni sulla vicenda.
Nel sito ci sono anche delle interviste a Pasquale Ruggiero, Paolo Falcone e Dario Mattaliano.

mercoledì 24 marzo 2010

Magic Press non paga i traduttori: la testimonianza di Dario Mattaliano

Gennaro Costanzo di Comicus.it ha intervistato Dario Mattaliano a proposito dei problemi fra Magic Press e i traduttori emersi nei giorni scorsi.
Cito un passo significativo. Su Comicus c'è tutta l'intervista.
"(...) ho avuto modo di parlare con moltissimi traduttori che collaboravano anch'essi da freelance per Magic Press, scoprendo che eravamo tutti nella stessa situazione, senza soldi e senza spiegazioni. Questo ha anche portato un gruppo di noi a cercare un dialogo di presenza con Pasquale Ruggiero in occasione di Lucca Comics & Games 2009, ma purtroppo questo tentativo conciliante non ha portato ad alcun cambiamento concreto nella politica della Magic Press nei confronti dei traduttori. Devo dire che le risposte stesse di Ruggiero furono parecchio sconfortanti, visto che ci disse senza giri di parole che la Magic Press ci metteva in coda a chiunque altro per quanto riguarda i pagamenti. In pratica, a suo dire, l'esigenza di Magic Press di pagare i traduttori veniva dopo quella di pagare i collaboratori stipendiati, i fornitori, i distributori, le tipografie e così via, e solo quando restava qualcosa allora il traduttore veniva pagato. Non so i motivi per cui non restasse qualcosa per pagarci, ma sinceramente non deve neanche interessarmi. Quello che posso dire è che restammo tutti estremamente colpiti dalla facilità con cui si ammetteva una simile disparità di trattamento in campo lavorativo."

venerdì 19 marzo 2010

Magic Press e i traduttori: postilla giuridichese e spiegazione del famosi ritardi Magic

Da quando è scoppiato il caso Magic Press gli addetti ai lavori che hanno parlato della vicenda sono incappati in un errore giuridico molto comune. Praticamente per chiunque non ha frequentato giurisprudenza il "contratto" è un foglio di carta con un testo sottoscritto dalle parti. Gli addetti ai lavori avevano in mente questo concetto di contratto quando hanno scritto le loro centinaia di interventi nei vari blog, forum e siti.
In realtà il contratto, secondo l'art. 1321 del codice civile, non è altro che un accordo fra due o più parti per costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. Non c'è bisogno di foglio di carta: anzi, il foglio di carta è richiesto solo in circostanze particolari (art. 1350). La regola generale vuole che ognuno dia al suo contratto la forma che gli pare, al punto che il contratto può essere anche tacito...
I traduttori e la casa editrice Magic Press hanno stipulato un contratto d'opera intellettuale (art. 2230). Non ha importanza che non ci sia un pezzo di carta...
Ovviamente il discorso cambia se si parla della PROVA del contratto: in questo caso un foglio di carta può essere molto utile, dato che chi vanta un diritto (il traduttore) ha l'onere di provare i fatti che ne costituiscono il fondamento. Utile ma non indispensabile, visto che la presenza del nome del traduttore in calce all'albo è di per sé un'ottima prova.
Gli addetti ai lavori hanno parlato anche di scambi di mail fra traduttori e editore. A seconda dei casi le mail possono essere prove del contratto (se le parti hanno raggiunto l'accordo prima di scambiarsi le mail) oppure il contratto vero e proprio (se le parti formano la volontà di contrarre per mezzo delle mail; la prima mail è la proposta contrattuale mentre la seconda è l'accettazione; art. 1326).

Perdonate l'uscita da maestrina. Non volevo fare una lezioncina, visto che è chiaro che agli addetti ai lavori interessa l'aspetto pratico (la prova e l'insolvenza) più che l'inquadramento giuridico della fattispecie, ma dare ai lettori che seguono la vicenda le coordinate per capire che i traduttori non sono "scoperti" dal punto di vista giuridico (vedi per esempio il dubbio espresso in questo forum: "sul contratto purtroppo avevo ragione. non esiste. quindi uno può pretendere un compenso e metterci l'avvocato?").

Dario Mattaliano ha scritto un altro commento interessante, questa volta a proposito dei famosi ritardi Magic:
"Ovviamente in condizioni critiche il traduttore (e il redattore freelance in genere) mette in atto tutta una serie di cose per farsi pagare. La prima che mi viene in mente è ritardare la consegna delle traduzioni per mettere il pepe al culo all'editore (t'oh... vi ho spiegato pure come nascono un buon 50% e più dei ritardi nelle uscite).
Insomma, sì, si cerca di lavorare sempre bene. Ovviamente non si cala la qualità della traduzione in sé (e sinceramente mi verrebbe anche difficile tradurre a cazzo consapevolmente, non saprei neanche come fare) ma non è che ci si stia buoni buoni col piattino in mano, quando dall'altra parte non ci si degna manco di rispondere alle mail.
Alla Free Books ricordo che se non cominciavi a ritardare le consegne col cavolo che si mettevano in moto le procedure per i pagamenti... ecco perché si usciva a singhiozzo, non certo per altro. In 4 lavoravamo tantissimo... avremmo potuto benissimo tenere le 10 uscite mensili se regolarmente pagati. E ricordo come i lettori si lamentassero e uno, per correttezza nei confronti di chi ti dà lavoro, cercava di dare risposte alla buona, quando in realtà la risposta uno non stupido l'avrebbe capita subito: 'guardate che noi abbiamo tutto sempre pronto per tempo, ma qui l'editore non ci paga!'"

giovedì 18 marzo 2010

Ieri c'era un mio articolo sul quotidiano La Stampa


Ieri è stato pubblicato un mio articolo nel sito del quotidiano La Stampa. Si intitola Stephen King debutta nei fumetti con il vampiro Skinner Sweet.

Purtroppo non ho iniziato a collaborare con il giornale torinese. Si tratta semplicemente di un copia/incolla di un articolo che avevo pubblicato su House of Mystery lo scorso ottobre.

Visto che l'articolo pubblicato su La Stampa non è firmato posso spacciarlo per mio? :-)

AGGIORNAMENTO
Sono stato "citato" anche su ADN Kronos.

SECONDO AGGIORNAMENTO
Ieri sera ho scritto una mail alla redazione de La Stampa. L'articolo è stato rimosso dopo pochi minuti e la redazione mi ha spiegato che si trattava di un articolo proveniente dall'agenzia ADNKronos.
Questa mattina ho contattato anche ADNKronos che ha tolto l'articolo dal suo sito.



mercoledì 17 marzo 2010

Kirby contro Marvel e Disney: la disputa arriva in tribunale


Lo scorso autunno avevo parlato dell'intenzione degli eredi di Jack Kirby di rivendicare il diritto d'autore sui personaggi creati dal fumettista americano per la Marvel. Avevo anche scritto un articolo in tre parti sulle origini di Spider-Man, dato che anche il Tessiragnatele era oggetto della rivendicazione degli eredi.
I link agli articoli:
- Gli eredi di Jack Kirby contro la Marvel: vogliono il diritto d'autore sui personaggi classici.
- Gli eredi di Jack Kirby vogliono anche Spider-Man.
- Prima parte dell'articolo sulle origini di Spider-Man.
- Seconda parte dell'articolo sulle origini di Spider-Man.
- Terza parte dell'articolo sulle origini di Spider-Man.

Da allora ci sono stati alcuni sviluppi.
Innanzitutto la Marvel si è opposta al "termination of transfer". Come detto negli articoli precedenti, la legge statunitense concede agli autori il diritto di riacquisire la titolarità del diritto d'autore quando è trascorso un certo periodo di tempo dalla cessione del diritto d'autore dall'autore all'editore. Ciò avviene per mezzo di un atto stragiudiziale denominato "termination of transfer"; si tratta di una semplice notifica che non implica il coinvolgimento di un giudice e l'inizio del processo.
Il processo prende il via se il soggetto al quale viene inviato il "termination of transfer" decide di opporsi. In gennaio la Marvel ha deciso di opporsi, chiedendo a un giudice federale che venga annullato il "termination of transfer" che le è stato notificato dagli eredi di Kirby.
La casa editrice newyorkese sostiene che il lavoro svolto da Jack Kirby è qualificabile come "work for hire". Secondo la legislazione statunitense il "work for hire" è un lavoro che rientra fra le mansioni assegnate a un dipendente oppure che è stato commissionato per essere utilizzato in un'opera collettiva. Il diritto d'autore sul "work for hire" appartiene fin dall'origine al committente, quindi l'autore non può avvalersi del "termination of transfer".

Il 15 marzo gli eredi di Jack Kirby hanno a loro volta intentato una causa contro Marvel Entertainment e The Walt Disney Company. Sostengono che fino al 1972 Jack Kirby ha lavorato come freelance, quindi nessuna delle opere realizzate fino a quel momento è classificabile come "work for hire".
Nell'atto di citazione il legale degli eredi di Jack Kirby sostiene che negli anni '50 la casa editrice che pochi anni più tardi sarebbe diventata la Marvel era in crisi per colpa del libro La seduzione dell'innocente di Fredric Wertham e delle indagini della Sottocommissione Senatoriale sulla Delinquenza Giovanile, che nel 1954 avevano portato all'introduzione del Comics Code Authority nell'industria del fumetto. Alla fine degli anni '50 la Marvel aveva solo un piccolo ufficio con pochi impiegati, e i fumetti venivano acquistati da autori freelance con i quali la casa editrice non aveva nessuna obbligazione se non quella di pagare il compenso pattuito per il singolo fumetto.
Kirby, come molti altri, non percepiva un salario fisso ma offriva i suoi fumetti e veniva pagato a pagina se le storie venivano pubblicate. A quanto pare l'autore non ha firmato nessun contratto nel quale il suo rapporto con la Marvel sia stato qualificato formalmente come "work for hire". Un contratto di questo tipo è stato firmato da Kirby solo nel 1972.

L'oggetto della disputa riguarda storie e personaggi pubblicati fra il 1958 e il 1963. Nell'atto di citazione vengono nominati “The Fantastic Four,” “X-Men,” “Iron Man,” “Spider-Man,” “The Incredible Hulk,” “Thor,” “The Avengers,” “Nick Fury” e “Ant-Man”, che la Marvel aveva pubblicato su Amazing Adventures, Vol. 1, Nos. 1-6; Amazing Fantasy, Vol. 1, No. 15; The
Amazing Spider-Man, Vol. 1, Nos. 1-7; The Avengers, Vol. 1, Nos. 1-2; The Fantastic Four, Vol. 1, Nos. 1-21; The Fantastic Four Annual, No. 1; Journey Into Mystery, Vol. 1, Nos. 51-98; The Incredible Hulk, Vol. 1, Nos. 1-6; The Rawhide Kid, Vol. 1, Nos. 17-35; Sgt. Fury and His Howling Commandoes, Vol. 1, Nos. 1-4; Strange Tales, Vol. 1, Nos. 67-115; Tales of Suspense, Nos. 1, 3-48; Tales to Astonish, Vol. 1, Nos. 1, 3-50 e The X-Men, Vol. 1, Nos. 1-2.

martedì 16 marzo 2010

Magic Press accusata di non pagare i traduttori


Nel forum Nocturno.it un traduttore dei fumetti pubblicati da Planeta DeAgostini ha scritto un messaggio piuttosto pepato:
"Molti qui dentro si sono lamentati delle cattive traduzioni degli albi Planeta. Un motivo c'è... la Planeta (nello specifico la Magic Press) NON paga i suoi traduttori... e quindi una volta che i cosiddetti traduttori professionisti (chi traduce lettratura/saggisitca e traduce fumetti per passione) li mandano a fare in culo, ecco che quelli della Planeta devono arrangiarsi come possono, chiamando a lavorare ragazzi che traduttori veri e propri non sono...
A me devono acnora 5000 euro per una merdosissima serie di Peter David che spero non vedrà mai la luce (l'ho tradotta con il ulo, ma non meritava sorte migliore), ma la lettera dell'avvocato è già pronta.
Ma so di ragazzi che per paura di perdere questa "preziosissima" collaborazone con la Planeta sono in credito di 10000/15000 euro e stanno zitti!
"

Il traduttore, che si riferisce alla collana Universo DC: Young Justice, è rimasto anonimo. L'accusa è stata però confermata da un altro addetto ai lavori, Dario Mattaliano, che nel forum di Comicus ha precisato che la società con la quale i traduttori instaurano il rapporto di lavoro non è Planeta bensì Magic Press:
"TUTTI i traduttori degli albi DC/Vertigo della PLANETA lavorano per MAGIC PRESS, non per Planeta. Che io sappia nessuno è stato mai pagato regolamente da diversi anni dalla MAGIC PRESS, con PLANETA non c'è mai stato alcun contatto lavorativo diretto.
(...)
Tutti i traduttori freelance storici MAGIC PRESS hanno lasciato la casa editrice da diverso tempo, per la situazione assolutamente ingestibile in cui TUTTI i traduttori che lavorano con MAGIC PRESS si sono venuti a trovare. Di cosa si tratta? Di ritardi MEDI di almeno 1 anno nei pagamenti. Di questo si parla. Tempi che posso testimoniare in prima persona, quindi non si tratta di cose dette "per sentito dire".
Tutto ciò unito a una disastrosa organizzazione interna alla casa editrice, è probabilmente il primo dei tanti motivi per cui nulla ha mai funzionato al meglio nelle traduzioni degli albi PLANETA.
Ovviamente tradurre con il culo degli albi che ti vengono affidati è un clamoroso autogol, perché uno innanzitutto deve fare bene il proprio lavoro. Al di là di questo tizio, è però vero che TUTTI i traduttori si sono trovati SEMPRE in condizioni lavorative a dir poco proibitive, cosa che di certo non incide positivamente sulla qualità finale del prodotto.
"

AGGIORNAMENTO
Copio dal forum di Comicus un altro intervento di Dario Mattaliano che precisa quello che è il problema incontrato dai traduttori:
"(...) qui i pagamenti dovevano essere prima a 60 giorni, poi passati a 150 giorni e comunque mai pagati prima del doppio del tempo. Questi si chiamano RITARDI nei pagamenti (...). Di peggio c'è solo il NON pagamento. Ma io e le persone con cui ho parlato (tutte quelle che conosco che abbiano lavorato con la Magic) abbiamo sperimentato ritardi nei pagamenti e solo quelli."

Nei commenti a questo post trovate altre opinioni di traduttori che hanno lavorato con Magic Press.

martedì 2 marzo 2010

Il figlio di Gene Simmons plagia Bleach di Tite Kubo

Il figlio di Gene Simmons dei Kiss ha deciso di intraprendere la carriera di autore di fumetti. Purtroppo per lui un blog ha scoperto che nel suo fumetto ci sono diversi plagi ai danni del manga Bleach di Tite Kubo. In questa pagina web c'è il confronto fra i disegni di Incarnate di Nick Simmons e il fumetto di Kubo.

sabato 27 febbraio 2010

Mafalda costretta a partecipare allo sciopero degli stranieri

Lunedì si svolgerà il primo sciopero dei lavoratori stranieri:
"Primo Marzo 2010, una giornata senza di noi è un collettivo non violento che riunisce persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico.
Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell'intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano.
Siamo consapevoli dell'importanza dell'immigrazione (non solo dal punto di vista economico) e indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all'approvazione di leggi e ordinanze lontane dal dettato e dallo spirito della nostra Costituzione.
Condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori, il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale, l'utilizzo stumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusione." [continua su Primo marzo 2010.it]

L'iniziativa di Primo Marzo 2010 parte con il piede sbagliato. Quino si lamenta perché gli organizzatori dello sciopero hanno utilizzato Mafalda senza chiedergli il permesso:
"Con grande sorpresa scopro che Mafalda è stata scelta quale “testimonial” di questa iniziativa. Pur essendo idealmente solidale con il comitato promotore, lamento di non essere mai stato contattato e di non avere mai concesso l’utilizzo del personaggio Mafalda quale testimonial della suddetta manifestazione." [da AFNews]

venerdì 12 febbraio 2010

Star Comics prova il conto vendita. I distributori si oppongono?

Francesco Settembre, titolare della fumetteria Antani Comics e presidente dell'associazione AFuI, ha parlato nel forum di Comicus di un'iniziativa molto interessante provata da Star Comics - distribuire in conto vendita i numeri 1 delle sue serie - e dell'ostruzionismo dei distributori.

"Circa un mese fa -vado a memoria- star comics annuncia che, grande novità, tutte le loro novità (numeri 1), sarebbero arrivati nelle fumetteria in conto vendita per 2 mesi. Dopo tante promozioni di "prendi xx copie e te ne regaliamo una", "prendi 50 copie e ti mettiamo una foto sul catalogo", finalmente un editore che ci mette soldi e faccia in prima persona.
Una rivoluzione silenziosa, ma "utile". Per la prima volta il conto vendita entra in fumetteria in modo regolare, seppure sperimentale.
Notizia di oggi, non ancora ufficiale, è che gli altri distributori abbiano protestato, opponendosi alla cosa, nonostante Star Comics si facesse carico direttamente anche delle spese di spedizione.
Ostruzionismo? Ottusità?"

Aggiungo una spiegazione per chi non ha familiarità con le dinamiche distributive.
"Conto vendita" è il nome che nella quotidianità viene dato al contratto estimatorio. Questo atto giuridico è regolato dagli articoli 1556 e seguenti del codice civile:
"Con il contratto estimatorio una parte consegna una o più cose mobili all'altra e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito."
E' il contratto stipulato fra distributore e edicolante e distributore e libreria di varia. Il distributore consegna un giornale, una rivista, un fumetto, un libro o altri beni mobili all'edicolante e questo si obbliga a diventarne proprietario e pagare il prezzo oppure a restituirlo entro il termine prefissato.
Fra distributore e fumetteria viene invece stipulato un semplice contratto di compravendita. La fumetteria acquista i fumetti e non ha la possibilità di restituire le copie invendute.

martedì 2 febbraio 2010

99 per 99: Tintin oscurato al festival di Angouleme

In occasione del festival di Angouleme il museo del fumetto della cittadina francese ha inaugurato la mostra 100 per 100 (vedi questa notizia).

Fra le opere esposte dovevano esserci una tavola classica di Hergé affiancata dalla rivisitazione ad opera di Daniel Goossens.
Purtroppo originale e omaggio non sono stati esposti, come spiega Gianfranco Goria su AFNews.

domenica 31 gennaio 2010

Avatar di James Cameron deriva da un fumetto della Marvel


Il blog The Monkey Mind ha scoperto che alcuni elementi del film Avatar di James Cameron derivano da Timespirits di Tom Yeates e Steve Perry, un fumetto pubblicato nel 1984 dalla linea Epic della casa editrice Marvel.
Nel blog c'è una galleria di immagini tratte dal sesto numero del fumetto, dove si vede un'aliena blu con la coda che ha le movenze feline dei Na'vi e vive in una foresta rigogliosa come quella del pianeta Pandora.
Negli anni '80 la linea Epic pubblicava principalmente fumetti che non avevano come protagonisti i classici supereroi dell'Universo Marvel (tra le eccezioni Elektra: Assassin e Havok & Wolverine: Meltdown) e il cui copyright apparteneva agli autori. Timespirits non fa eccezione, quindi spetta agli autori decidere se ci sono gli estremi per fare causa ai produttori del film (è una pura ipotesi; al momento gli autori non hanno rilasciato alcuna dichiarazione).
Inoltre gli autori, essendo titolari del diritto d'autore sulla serie, potrebbero accordarsi con qualunque casa editrice per ristampare il fumetto. Rich Johnston suggerisce ironicamente di farlo pubblicare dalla Avatar, magari con il nome dell'editore in bella vista...

Dead of Night: la scrivania di Dylan Dog e il cosplayer di Groucho


Nel blog ufficiale del film Dylan Dog - Dead of Night è stata pubblicata una fotografia della scrivania di Dylan Dog.
Bella l'atmosfera generale, ben curati i dettagli (il proiettile d'argento, la tazza di Scotland Yard) e simpatica l'idea della foto del cosplayer di Groucho. Va ricordato che nel film l'assistente di Dylan Dog non potrà somigliare a Groucho Marx a causa di un problema di copyright, lo stesso problema che ha costretto la casa editrice Dark Horse a rimuovere i baffi di Groucho nell'edizione americana del fumetto.
Brutti invece il galeone che sembra di plastica e i libri giuridici. Al posto di quei volumi avrei visto meglio dei romanzi e fumetti dell'orrore.

sabato 16 gennaio 2010

Specialman!


Specialman!

Da Fail Blog.

venerdì 15 gennaio 2010

Fumetto e Censura


Censura e auto-censura nel fumetto: partendo dal MinCulPop italiano e il Comics Code americano, passando per denunce e interrogazioni parlamentari, arriveremo ai censuratissimi manga giapponesi. Con documenti originali ed esempi di censura, mostreremo le assurdità censorie di un secolo di storia italiana e mondiale. Ripercorremo insieme la storia del costume attraverso il mondo del fumetto.
Relatore: Mauro Bruni.

Fumetto e Censura
Venerdì 15 gennaio 2010
Biblioteca delle Oblate
Via dell'Oriuolo, 26
Firenze
[da Facebook]

Related Posts with Thumbnails