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domenica 23 maggio 2010

Fumetti a un dollaro: da After Watchmen alle 100.000 copie di The Walking Dead (seconda parte)


Clicca qua per leggere la prima parte dell'articolo.

Ma il vero fenomeno editoriale è The Walking Dead. La versione da un dollaro del primo numero della serie scritta da Robert Kirkman è entrato in classifica sia a marzo (24.333 copie) che ad aprile (59.152 copie e quindicesimo posto in classifica), vendendo in tutto 83.458 copie. Il successo di The Walking Dead non è una sorpresa dato che l'edizione in volume ha venduto centinaia di migliaia di copie e ogni nuovo libro della serie è richiestissimo.
La vendita degli albi a un dollaro è in piena espansione. Il blog Robot 6 dà notizia che Dark Horse pubblicherà dodici albi a prezzo promozionale. Inizierà ad agosto 2010 con Aliens vs. Predator di Randy Stradley e Phill Norwood, Sin City: The Hard Goodbye di Frank Miller, Hellboy: Seed of Destruction di Mike Mignola e John Byrne, Usagi Yojimbo di Stan Sakai, Conan di Kurt Busiek, Cary Nord e Dave Stewart e The Goon di Eric Powell.

Lo scopo di questa strategia di marketing, più che invogliare i lettori ad acquistare le serie mensili, è promuovere le edizioni in volume. Tutti i fumetti scelti per la campagna promozionale hanno infatti alle spalle un programma di ristampe in volume ben articolato, con edizioni brossurate economiche affiancate da edizioni cartonate più costose. Le case editrici vogliono far crescere un mercato che, se nel breve periodo è fatto di vendite di poche migliaia o centinaia di copie, nel medio e lungo periodo è in grado di dare grandi soddisfazioni (vedi questo articolo).
L'ultima novità nel campo del marketing arriva dalla Marvel. La Casa delle Idee ha pensato che gli albi da un dollaro potrebbero avvicinare i lettori sia alle edizioni in volume sia al suo sito, e così ha pensato di abbinare i fumetti a prezzo promozionale ai fumetti digitali. Nelle scorse settimane ha pubblicato Agents of Atlas n. 1 e 1602 n. 1 al prezzo di un dollaro e ha messo in rete gratuitamente i numeri 2 delle due serie.

Articoli sull'argomento:
Quanto vendono i fumetti negli Stati Uniti? (prima parte).
I numeri del mercato delle librerie statunitensi: il successo dei manga.
I long seller della DC Comics.

mercoledì 12 maggio 2010

Planeta DeAgostini e DC Comics rinnovano il contratto


Secondo molti siti spagnoli specializzati in fumetti Planeta DeAgostini e DC Comics hanno rinnovato per altri sei anni il contratto di pubblicazione. In base all'accordo che lega le due case editrici, Planeta pubblicherà in esclusiva in Italia e Spagna i fumetti delle linee DC Universe e Vertigo fino al 2015.
Da Entrecomics e Es la Hora de las Tortas

mercoledì 28 aprile 2010

Non sono noccioline: il marchio Peanuts acquistato per 175 milioni di dollari


E.W. Scripps Co. ha venduto a Iconix Brand Group Inc. e agli eredi di Charles M. Schulz il marchio Peanuts. Ora il marchio Peanuts è controllato per l'80% da Iconix e per il restante 20% dagli eredi.
Le due aziende hanno stipulato un contratto da 175 milioni di dollari che prevede la cessione, oltre ai Peanuts, di tutti i marchi che fanno capo a United Media Licensing (fra i quali anche Dilbert).
L'articolo originale del Wall Street Journal menziona il "brand" (marchio) come oggetto della transazione, quindi presumo che il diritto d'autore non sia stato toccato.
Al momento i Peanuts sono oggetto di 1.200 contratti che generano un giro d'affari di 2 miliardi di dollari. Iconix si aspetta di ricavare 75 milioni di dollari l'anno.
Da Robot 6

venerdì 23 aprile 2010

Fumetti digitali: un affare da un milione di dollari. Star Trek vende di più su iPhone che in fumetteria

Secondo il sito ICV2 nel 2009 i fumetti digitali hanno incassato una cifra che oscilla fra i 500.000 e il milione di dollari. La stima si riferisce ai fumetti venduti su iPhone, iPod Touch, Android, Kindle e PSP.
I fumetti digitali più venduti sono stati le versioni per iPhone di Star Trek: Countdown (prologo del film di JJ Abrams) e Transformers: Alliance (prologo de La vendetta del caduto). Ted Adams della casa editrice IDW ha dichiarato che le versioni digitali delle due serie hanno venduto di più delle versioni stampate su carta. Adams ritiene che i fumetti digitali non solo non avrebbero cannibalizzato le versioni cartacee, ma avrebbero addirittura avvicinato diversi lettori a queste ultime. L'aumento di lettori di Star Trek: Countdown dal numero 2 al 4 potrebbe essere spiegato dal fatto che alcuni lettori, dopo avere conosciuto la serie su iPhone, avrebbero acquistato i numeri successivi in fumetteria (comunque stiano le cose si parla di poche migliaia di copie).
Nell'articolo di ICV2 viene fatto un paragone con il Giappone, dove i fumetti digitali hanno iniziato a essere commercializzati nel 2003. L'incasso è passato da un milione di dollari nel 2003 a 500 milioni di dollari nel 2009.
Nella migliore delle ipotesi si prevede che il mercato americano possa crescere fino a 100 milioni di dollari.

Le vendite della miniserie Star Trek: Countdown (versione stampata):
1. 14.589
2. 11.359
3. 12.488
4. 14.545

Crollano le vendite degli allegati ai quotidiani

Nel 2006 le vendite degli allegati ai quotidiani avevano generato 455 milioni di euro di introiti. Due anni più tardi sono scesi a 271, con un calo del 45,6%.
Il crollo riguarda anche i fumetti?
La scorsa Lucca Comics ha ospitato un incontro sul tema degli allegati ai quotidiani condotto da Matteo Stefanelli e Paolo Interdonato al quale hanno partecipato tra gli altri Luca Raffaelli (Repubblica) e Fabio Licari (Gazzetta dello Sport).
Nel corso del dibattito, pur senza fornire cifre, è stato detto che, a fronte di un calo generale delle vendite degli allegati (libri, dvd, enciclopedie), il fumetto tiene e quasi tutte le collane sono premiate dal pubblico. Del resto basta osservare che collane come Batman - La leggenda e Super Eroi - Le grandi saghe sono state prolungate più di una volta e le serie che chiudono vengono sostituite da altre (al momento escono anche Alan Ford Story, 100 anni di fumetto italiano, Tex e Topolino - Gli anni d'oro).
I classici del fumetto e I classici del fumetto serie oro hanno avuto un successo che non si è più ripetuto perché erano delle novità assolute e proponevano un ventaglio di autori e opere molto ampio e capace di intercettare e interessare tantissimi lettori. Le serie pubblicate in seguito non hanno mirato a eguagliare le vendite de I classici del fumetto perché erano e sono rivolte a fasce specifiche di lettori.
Secondo Raffaelli il successo degli allegati fumettistici è duraturo perché la gente legge le opere che compera. In passato molte persone hanno acquistato intere serie di libri pensando di leggerli poco per volta e alla fine si sono ritrovate in casa una inutile montagna di carta che non hanno mai sfogliato; è evidente che acquirenti di questo tipo possono comperare una o due serie ma alla lunga smettono. Nel caso dei fumetti, grazie anche alla velocità di lettura, ci sarebbe invece richiesta di nuove opere perché gli acquirenti sarebbero lettori forti e interessati.
Va anche detto che i quotidiani hanno iniziato a vendere i libri alcuni anni prima dei fumetti... Non resta che aspettare e vedere se anche per i fumetti ci sarà una parabola discendente.

Fortune rifiuta una copertina di Chris Ware


Chris Ware avrebbe dovuto essere l'autore della copertina di Fortune n. 500. La rivista ha rifiutato l'illustrazione perché non ha gradito la satira acidissima dell'autore statunitense.
Su The Beat c'è un'immagine più grande della copertina.

giovedì 15 aprile 2010

Disney gestisce i diritti internazionali della Marvel?

Secondo il sito Bleeding Cool da ieri The Walt Disney Company gestisce i diritti internazionali dei fumetti pubblicati da Marvel Entertainment. Per il momento non ci sono stati annunci ufficiali da parte dei due editori.
E' impossibile dire se questa mossa avrà ripercussioni su Panini Comics, che grazie a un contratto stipulato con la Marvel gestisce i diritti di pubblicazione dei fumetti della Casa delle Idee a livello mondiale.
La Disney potrebbe gestire in proprio la pubblicazione o la vendita dei diritti di pubblicazione nei singoli Stati oppure continuare ad appoggiarsi a Panini che nel corso degli anni ha costruito una rete molto efficiente, creando dal nulla mercati molto floridi (Francia e Germania) sui quali nessuno avrebbe scommesso nulla.

AGGIORNAMENTO
Lo staff di Panini Comics ha scritto su Facebook che la notizia è priva di fondamento:
"Leggiamo con divertito stupore voci fantasiose su cambiamenti circa la gestione editoriale dei comics Marvel in Italia. Sono basate su articoli inglesi a loro volta fondati solo su illazioni puramente di fantasia. Non intendiamo commentare ulteriormente questo tipo di fantasticherie, continuate a leggerci e ne vedrete delle belle!"

venerdì 2 aprile 2010

Fumetti digitali: braccio di ferro fra autori ed editori in Francia

Undici editori francesi e belgi che detengono più della metà del florido mercato francofono, fra i quali Dargaud, Dupuis, Lombard e Casterman, si sono accordati per vendere la versione digitale dei loro fumetti nel sito Izneo. Soleil invece vende i suoi titoli attraverso Digibidi.
Su Izneo vengono venduti a 1,99 euro fumetti che nell'edizione stampata su carta costano più di 10 euro.

L'operazione è stata fatta senza dire nulla agli autori. Questo significa che le case editrici hanno applicato alla vendita dei fumetti in formato digitale le stesse tariffe che erano previste per la vendita dell'edizione cartacea, riservando agli autori una quota degli incassi che oscilla fra l'8 e il 12%.
Dov'è il problema? Il mercato digitale ha meno costi del mercato tradizionale: non ci sono fumetterie e librerie alle quali destinare una quota del prezzo di copertina, non ci sono le spese di trasporto e di gestione del magazzino, non bisogna pagare il tipografo. Mancando molti soggetti della filiera tradizionale l'incasso è suddiviso unicamente tra autore, editore e sito che fa da intermediatore nella vendita del fumetto.
Per questo motivo gli autori si aspettano una percentuale più alta. L'incasso più magro (1,99 euro a volume contro 10/15 euro) è compensato in parte dal fatto che meno soggetti partecipano alla lavorazione del prodotto.
Negli Stati Uniti gli autori di fumetti digitali ricevono circa il 25% dell'incasso.

In occasione del Salone del Libro di Parigi è stata lanciata una petizione alla quale hanno aderito 760 autori fra cui Philippe Francq (Largo Winch), Francois Schuiten (Le città oscure), Stephen Desberg (Lo Scorpione) e Joann Sfar (Il gatto del rabbino).
Inoltre gli autori vogliono avere voce in capitolo nel caso in cui il passaggio dalla carta al digitale richieda modifiche a vignette, impaginazione della tavola e senso di lettura.

Nel sito Jesigne c'è il testo della petizione compilato da David Chauvel, Cyril Pedrosa, Christian Lerolle, Fabien Velhmann, Virginie Augustin, Michael Le galli, Jean-Philippe Peyraud, Kris, Sylvain Ricard, Hubert, Julien Blondel, Virginie Greiner, Olivier Jouvray, Efix e Sébastien Cosset-Kerascoët.
Da Bleeding Cool

Planeta e GP Publishing: vendite dei manga in caduta libera?

Lo scorso gennaio Davide Castellazzi aveva scritto che "Dai distributori giungono voci di dati di vendita disastrosi dei titoli Planeta DeAgostini e Giochi Preziosi".
Luca Baboni di GP Publishing gli ha risposto in un'intervista rilasciata a MangaForever:
"Preferisco non commentare l’intervento di Davide, anche perché non mi pare abbia citato la fonte dei suoi dati, e ha trasformato in questo modo un intervento serio in un pettegolezzo, almeno per quanto ci riguarda. La mia fonte si chiama Vivalibri per le fumetterie e le librerie di varia, e Press-di per quanto concerne le edicole."

A suo tempo ho pensato "Bel furbone questo Baboni. La sa tanto lunga perché ha le sue fonti ma non cita un dato di vendita che sia uno... Forse i dati non sono così rosei come vorrebbe farci credere?"
Castellazzi è dello stesso avviso: "(...) le mie considerazioni in materia sono state bollate da molti come "esagerate", "apocalittiche", "pettegolezzi" e altro ancora. Quella che consideravo semplicemente una fotografia della situazione è stata più o meno contestata dagli editori. (...) Ma per togliermi l'ultimissimo dubbio, e per sbugiardarmi pubblicamente dimostrando che i manga vendono moltissimo, perché gli editori di manga non dichiarano i loro dati di vendita? I grandi editori lo fanno, sulla fascette dei bestseller viene riportato quante copie ha venduto un libro, riviste di settore conoscono i fatturati delle grandi imprese. Insomma, diteci (con i numeri, non con belle parole) quanto vendono i vostri manga."

mercoledì 17 marzo 2010

In Giappone i manga calano del 6,6%



Nel 2009 gli incassi dei manga in Giappone hanno subito un calo del 6,6% rispetto all'anno precedente, generando un volume d'affari di 418,7 miliardi di yen (circa 4,63 miliardi di dollari). L'industria giapponese del fumetto non aveva mai registrato un calo così forte.
Il settore più colpito è quello delle riviste, i cui incassi sono scesi del 9.4%. Le riviste di manga hanno incassato 191,3 miliardi di yen (2,12 miliardi di dollari), scendendo sotto la soglia dei 200 miliardi di yen per la prima volta da diciotto anni.
Secondo l'Istituto di Ricerca sull'Editoria di Tokyo, che ha raccolto i dati delle vendite dei manga, il calo è dovuto alla presenza di pochi titoli di punta e alla recessione che ha spinto molte persone a leggere i manga nei caffè invece di comperarli.
[da Anime News Network]

sabato 13 marzo 2010

Isaac Perlmutter è il primo miliardario della storia dei fumetti


Lo scorso settembre la rivista Forbes aveva stimato che nel 2009 Isaac Perlmutter avrebbe guadagnato 1,55 miliardi di dollari soprattutto grazie alla vendita di azioni Marvel alla Disney. La stima è stata arrotondata al rialzo (1,6 miliardi) nella classifica definitiva pubblicata nei giorni scorsi.
Ma il dato curioso è che Perlmutter si è piazzato al 616esimo posto...

giovedì 11 marzo 2010

Accordo "mondiale" fra Panini e Bonelli

Dal sito di Panini Comics:
"Sergio Bonelli Editore S.p.A. e Panini S.p.A. sono lieti di annunciare di aver firmato un accordo a lungo termine che assegna a Panini la gestione delle licenze editoriali dei fumetti Bonelli in tutto il mondo, ad esclusione dell’Italia.
Bonelli, che è il principale editore di fumetti italiani, pubblica con successo in Italia un’ampia linea di personaggi, dai classici Tex, Zagor, Martin Mystére, Dylan Dog, Julia ai nuovissimi successi come Dampyr, Volto Nascosto, Caravan. Le sue collane sono già pubblicate negli Stati Uniti, in Francia, Spagna, Brasile, Turchia, Olanda, Norvegia, Svezia, Grecia e nei paesi di lingua slava.
Panini, che è uno dei principali editori di fumetti in Italia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Regno Unito, Olanda e Turchia, già gestisce internazionalmente – in oltre trenta paesi - le licenze editoriali di titoli come Spider-Man, Iron Man, Hulk e gli altri eroi della Marvel Comics, delle opere di Milo Manara, dei personaggi fantasy Conan di Robert E. Howard e Red Sonja, degli adattamenti a fumetti delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi e di numerosi altri titoli.
L’accordo tra Sergio Bonelli e Panini affida a quest’ultima lo sviluppo internazionale delle licenze editoriali su Tex, Dylan Dog e degli altri personaggi della scuderia dell’editore milanese, nell’ottica di una crescente espansione del fumetto italiano e dei suoi autori e personaggi nel mondo."

mercoledì 10 marzo 2010

Il punto su... il fumetto


La Scuola Holden ha organizzato un incontro dal titolo Il punto su... il fumetto.
Partecipano Sergio Bonelli, Tito Faraci, Igort, Cristiano Spadavecchia, Pasquale Ruju, Luigi Piccatto, Roberto Gagnor, Bruno Sarda, Sergio Pignatone, Vittorio Pavesio e Luca Blengino.

Il dibattito partirà da questa domanda: Che cosa manca al fumetto italiano?
E ancora
C'è un mercato delle graphic novel?
Qual è la situazione del mercato del fumetto popolare?
La stampa e il web danno la giusta importanza al fumetto italiano?
C'è spazio per gli autori emergenti?

Mercoledì 10 marzo dalle 19 alle 21.

Scuola Holden
Corso Dante, 118
Torino

sabato 6 marzo 2010

What’s next!? Italian Comics: 2010-2012

Lo scorso fine settimana a Mantova Comics si è svolto un incontro dal titolo lungo: "What’s next!? Italian Comics: 2010-2012. Quali sono le prospettive dell’industria del fumetto? Come si sono attrezzati gli editori a fronteggiare la Crisi? Quali saranno le nuove tendenze?"

I relatori erano Marco M. Lupoi di Panini Comics, Francesco Settembre dell'AFuI, Lorenzo Bartoli che ha portato la sua esperienza con Eura/Aurea, Dario Gulli e Simone Bovini di Star Comics e Gianfranco Cordara per la Disney, oltre a Sergio Bonelli e Roberto Recchioni tra il pubblico.

In questo blog c'è un resoconto.

venerdì 26 febbraio 2010

Il programma di Mantova Comics 2010


Nel fine settimana si svolge Mantova Comics and Games 2010. Nel sito della manifestazione c'è il programma.

I due convegni principali sono The American Dream (sabato alle 14.30) e What's Next!? Italian Comics: 2010-2012 (domenica alle 11.30):

The American Dream. Un’ondata di talenti ha investito l’industria dei comics USA. è l’Italian Wave. Aluni dei protagonisti fanno il punto su quanto è stato fatto e quanto verrà realizzato nel prossimo futuro. Partecipano: Milo Manara, Giusepe Camuncoli, Tito Faraci, Stefano Caselli, Mario Alberti, Sara Pichelli, Riccardo Burchielli e C.B. Cebulski.

What's next!? Italian Comics: 2010-2012. Quali sono le prospettive dell'industria del fumetto? Come si sono attrezzati gli editori a fronteggiare la Crisi? Quali saranno le nuove tendenze? Ne parlano Sergio Bonelli (Sergio Bonelli Editore), Marco M. Lupoi (Panini Comics), Gianfranco Cordara (Disney), Marco Schiavone (Edizioni BD-J-Pop), Claudia Bovini e Dario Gulli (Star Comics), Enrico Ventura (Pan Distribuzione), Lorenzo Bartoli (Autore, ex-Eura Editoriale), Francesco Settembre (in rappresentanza dell'A.F.U.I.).

lunedì 22 febbraio 2010

Star Comics: annullato il conto vendita

Star Comics non aveva fatto in tempo ad annunciare ufficialmente la distribuzione di alcuni suoi fumetti col sistema del conto vendita che già si era parlato ufficiosamente di un fallimento dell'iniziativa per colpa dell'ostruzionismo dei distributori (vedi questo articolo, dove c'è anche una spiegazione del funzionamento del conto vendita).

Nei giorni scorsi Star Comics ha presentato la novità del conto vendita sul primo numero del nuovo catalogo Star Preview:
"Francesco Settembre, gestore della fumetteria Antani Comics di Terni, ci chiede:
'Star Comics sta proponendo un conto vendita per le proprie novità in uscita nei prossimi mesi: qual è il motivo alla base della scelta? Vi siete forse resi conto che - al di là di tante promozioni di facciata - il reso e/o il conto vendita sono attualmente le soluzioni migliori per far circolare i propri prodotti? Avete altre idee o proposte del genere, per l'immediato futuro?'
Risposta:
Il motivo è molto semplice, ci siamo accorti che ormai c'è una sovrabbondanza di titoli tale, che le fumetterie faticano ad acquistare una quantità di copie adeguata per ogni fumetto proposto. Per dare la possibilità alle fumetterie di avere varietà e un numero di copie maggiore, che garantiscano visibilità e che possano sopperire alla richiesta dei clienti, abbiamo deciso di proporre questa iniziativa per tutti i nostri numeri 1 e 2 in uscita da Febbraio a Luglio 2010. Questa promozione durerà per cinque mesi, ma da Marzo proporremo anche delle promozioni sul nostro parco arretrati.
"

Successivamente la casa editrice ha inviato alle fumetterie una email nella quale ha comunicato che la distribuzione in conto vendita è stata annullata "per problemi logistici e per mancate adesioni da parte di alcune fumetterie".

domenica 14 febbraio 2010

Siege è un flop: il primo numero vende solo 108.000 copie



Siege di Brian M. Bendis e Olivier Coipel è il titolo di una miniserie di quattro numeri che ha il compito di chiudere il lungo ciclo di morte e distruzione iniziato con Vendicatori divisi (e proseguito con House of M, Civil War, L'Iniziativa, World War Hulk, Secret Invasion e Dark Reign) e aprire la strada a un nuovo ciclo di storie più solare intitolato The Heroic Age.
A differenza di altre saghe di questo tipo che negli ultimi anni hanno dominato la classifica di vendita, Siege sembra che sarà un flop. Il primo numero uscito in gennaio ha venduto solo 108.484 copie ed è probabile che gli albi successivi ottengano risultati peggiori.
Le scarse vendite di Siege si inseriscono in un declino generalizzato delle serie scritte da Brian M. Bendis. Dark Avengers e New Avengers navigano sulle 70.000 copie vendute e Spider-Woman, nonostante il tam tam mediatico dei mesi scorsi dovuto alla pubblicazione su iPhone in forma di fumetto animato, è scesa sotto le 30.000 copie e continua a calare.
Con queste premesse la chiusura delle serie attuali dei Vendicatori e la loro sostituzione con due collane nuove di zecca (Avengers di Bendis e John Romita e Secret Avengers di Ed Brubaker e Mike Deodato) sembra essere solo un palliativo destinato a non arginare il costante declino della famiglia degli Avengers.


venerdì 12 febbraio 2010

Star Comics prova il conto vendita. I distributori si oppongono?

Francesco Settembre, titolare della fumetteria Antani Comics e presidente dell'associazione AFuI, ha parlato nel forum di Comicus di un'iniziativa molto interessante provata da Star Comics - distribuire in conto vendita i numeri 1 delle sue serie - e dell'ostruzionismo dei distributori.

"Circa un mese fa -vado a memoria- star comics annuncia che, grande novità, tutte le loro novità (numeri 1), sarebbero arrivati nelle fumetteria in conto vendita per 2 mesi. Dopo tante promozioni di "prendi xx copie e te ne regaliamo una", "prendi 50 copie e ti mettiamo una foto sul catalogo", finalmente un editore che ci mette soldi e faccia in prima persona.
Una rivoluzione silenziosa, ma "utile". Per la prima volta il conto vendita entra in fumetteria in modo regolare, seppure sperimentale.
Notizia di oggi, non ancora ufficiale, è che gli altri distributori abbiano protestato, opponendosi alla cosa, nonostante Star Comics si facesse carico direttamente anche delle spese di spedizione.
Ostruzionismo? Ottusità?"

Aggiungo una spiegazione per chi non ha familiarità con le dinamiche distributive.
"Conto vendita" è il nome che nella quotidianità viene dato al contratto estimatorio. Questo atto giuridico è regolato dagli articoli 1556 e seguenti del codice civile:
"Con il contratto estimatorio una parte consegna una o più cose mobili all'altra e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito."
E' il contratto stipulato fra distributore e edicolante e distributore e libreria di varia. Il distributore consegna un giornale, una rivista, un fumetto, un libro o altri beni mobili all'edicolante e questo si obbliga a diventarne proprietario e pagare il prezzo oppure a restituirlo entro il termine prefissato.
Fra distributore e fumetteria viene invece stipulato un semplice contratto di compravendita. La fumetteria acquista i fumetti e non ha la possibilità di restituire le copie invendute.

giovedì 28 gennaio 2010

Nasce Ronin Manga. Un editore giapponese entra direttamente nel mercato italiano?

Sull'ultimo numero del catalogo Mega una pubblicità annuncia la nascita di una nuova casa editrice: Ronin Manga (in questo sito c'è una fotografia).
Secondo il sito Fumetto d'Autore la nuova casa editrice si avvarrà della collaborazione dei Kappa Boys: "Fumetto d'Autore Augura un buon lavoro ricco di nuove soddisfazioni ai Kappa Boys che terminata la collaborazione con GP Publishing, iniziano con Ronin Manga un nuovo capitolo della loro pluriennale storia editoriale dedicata al fumetto giapponese."

Per il momento non ci sono altre notizie sul nuovo editore. Negli ultimi tempi le case editrici giapponesi hanno iniziato ad espandersi all'estero, sia negli Stati Uniti, dove Kodansha ha aperto una filiale, che in Francia, dove Shueisha e Shogakukan pubblicano fumetti attraverso la controllata Kaze-Viz. Dietro a Ronin Manga potrebbe esserci una casa editrice giapponese intenzionata ad entrare nel mercato italiano.

mercoledì 27 gennaio 2010

Incredibile! C'è una casa editrice che non paga gli autori

Negli Stati Uniti ha fatto scalpore la notizia che la casa editrice Bluewater, tristemente nota per le biografie di Lady GaGa, Michael Jackson, Barack Obama, Robert Pattinson e Gesù, paga gli autori solo se i fumetti da loro realizzati hanno successo e generano profitti. Il primo a parlarne era stato Rich Johnston su Bleeding Cool, seguito a distanza di alcuni mesi da David Pepose su Newsarama e Heidi MacDonald su The Beat.
Il rapporto contrattuale fra la Bluewater e i suoi autori è stato criticato aspramente dalla MacDonald: "Lavorare alle dipendenze di una casa editrice per ricevere in cambio delle ROYALTIES? So che la pubblicazione di fumetti è una di quelle attività che generano margini di guadagno davvero piccoli, ma questa proposta contrattuale fa così schifo che non riesco a credere che qualcuno sia così disperato da accettarla."

In Italia, stando alle parole di Mario Taccolini della casa editrice Arcadia, succede il contrario. Taccolini ha dichiarato: "a sentire in giro, siamo gli unici pirla che pagano ancora a tavola (vabbè... escludendo le case editrici che vanno in edicola)."
Quasi quasi gli autori italiani farebbero meglio a rivolgersi alla Bluewater: royalties per royalties, almeno la casa editrice americana stampa tirature decenti e può contare su una distribuzione seria.

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